Lorenzo il Magnifico
Ricerche Simili:
– Se stai cercando altri personaggi, vedi Lorenzo de' Medici (disambigua).
Lorenzo il Magnifico,A. Bronzino
« Natura non produrrà mai più un simile huomo!
»
(Caterina Sforza)
« Quant'è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
Di doman non c'è certezza »
(Lorenzo de' Medici, Canti Carnascialeschi, Canzona di Bacco)
Signoria di Firenze
De' Medici
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Figli
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Giovanni
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Giuliano
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Lorenzo
Figli
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Ippolito
Figli
Asdrubale
Alessandro
Modifica
Lorenzo di Piero de' Medici, detto Lorenzo il Magnifico (
Firenze , 1º gennaio
1449 –
Firenze , 9 aprile
1492 ), fu
signore di
Firenze nella seconda metà del Quattrocento, grande letterato e mecenate appartenente alla dinastia dei
Medici .
Indice
Biografia
Opere
Opere comiche ed edonistiche
Opere religiose
Mecenatismo
Discendenza
Curiosità
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Biografia
Lorenzo de' Medici giovane ? (
Benozzo Gozzoli , Cappella dei Magi)
Lorenzo de' Medici (al centro), Domenico Ghirlandaio, Cappella Sassetti, Santa Trinita, Firenze
Lorenzo era nipote di
Cosimo de' Medici , detto il Vecchio, fondatore della signoria medicea e figlio di
Piero di Cosimo de' Medici e di Lucrezia Tornabuoni. Ricevette una profonda educazione umanistica ed una accurata preparazione politica che gli permise, giovanissimo nel
1466 , di far parte della balia e del
Consiglio dei Cento , predisponendosi così alla successione del padre che era di salute cagionevole. Prima di assumere la signoria di Firenze ebbe modo di mostrare la sua abilità diplomatica in occasione delle missioni che gli furono affidate appena sedicenne a Napoli, Roma e Venezia. Riuscì, inoltre, con l'offerta di onori ed oro, a portare dalla parte dei Medici Luca Pitti, il più grande alleato dei loro avversari politici. Nel
1468 , grazie al diretto interessamento di sua madre Lucrezia Tornabuoni, si fidanzò con Clarice Orsini, che sposò l'anno successivo e che gli diede i figli
Piero , Giovanni (il futuro
Leone X ), Giuliano e quattro figlie (Lucrezia, Maddalena, Luisa e Contessina). Per la prima volta un Medici sposava una donna di famiglia nobile, stabilendo un'alleanza tra Medici e
Orsini che sarà la chiave per l'arrivo della prima porpora cardinalizia in famiglia, quella proprio di suo figlio Giovanni.
Alla morte del padre, avvenuta lo stesso anno del matrimonio, Lorenzo, appena ventenne, insieme al fratello Giuliano, assunse il potere su Firenze. Giuliano, riconoscendone le qualità superiori, lasciò immediatamente i compiti di governo al fratello ventenne. Lorenzo non accettò ufficialmente il potere, volendo essere considerato un semplice cittadino di
Firenze pur praticamente accentrando nelle proprie mani il potere della città e dello stato. Nel periodo dal
1469 al
1472 riformò completamente le istituzioni statali, sopì tutte le rivalità tra famiglie e risolse tutti i problemi familiari in modo da diventare supremo arbitro in ogni questione. Con piccole modifiche alla costituzione comunale, si assicurò il potere senza perdere il favore popolare: vennero conservate le magistrature comunali le quali, private tuttavia di autonomia, furono semplici strumenti nelle sue mani.
Lorenzo compendiava in sé potere politico ed economico, amore per l'arte e per la cultura rappresentando l'incarnazione ideale del principe rinascimentale e divenendo il vero e proprio arbitro della città: era pronto a regnare come signore assoluto. Assicurò, inoltre, un periodo di equilibrio fra le varie potenze italiane, tanto da meritarsi l'appellativo di "ago della bilancia italiana".
Il busto di Lorenzo, Villa di Careggi
Dopo aver domato le ribellioni di Prato e di Volterra, dopo dieci anni di governo, i fratelli Medici dovettero fronteggiare la recrudescenza degli attacchi delle famiglie rivali, prima fra tutte quella dei Pazzi, che organizzò la celebre "Congiura dei Pazzi" con lo scopo di uccidere i fratelli. Il 26 aprile
1478 , mentre ascoltavano la messa in Santa Maria del Fiore, i due fratelli furono aggrediti. Giuliano fu colpito a morte dal sicario Bernardo Bandini, mentre Lorenzo, ferito in modo lieve, si salvò riparandosi in sagrestia aiutato da alcuni amici tra cui il Poliziano. I congiurati furono esposti a crudeli vendette e rappresaglie, ma Lorenzo non poté raggiungere i veri organizzatori: il Papa Sisto IV e suo nipote Girolamo Riario, allora signore di Imola e, di lì a poco, anche di
Forlì . Girolamo, fallito questo primo tentativo, organizzò altri due complotti per toglierlo dalla scena politica: uno diretto, per assassinarlo; ed uno indiretto, volto a presentarlo come mandante di un tentativo di avvelenamento nei confronti dello stesso Riario. Entrambi fallirono. Va notato che, negli anni successivi, i rapporti tra i due appaiono, dalla corrispondenza, sempre formalmente buoni: Lorenzo chiede a Girolamo vari interventi in favore della sua famiglia presso il Papa Sisto IV, e il Riario risponde accontentandolo con benevolenza.
Fallita dunque la congiura dei Pazzi, il Papa, sdegnato dal trattamento riservato ai congiurati, scomunicò Lorenzo, si alleò con Ferdinando I di Napoli e con la Repubblica di Siena contro la stessa Firenze, alleata di Milano e di Venezia. L'alleanza fiorentina fu sconfitta dal Re di Napoli nella cosiddetta Guerra de' Pazzi (che seguì l'omonima congiura). Nel
1479 , immediatamente dopo la fine dell'Assedio di Colle Val d'Elsa (che di fatto concluse le operazioni belliche), Lorenzo si recò coraggiosamente a Napoli di propria persona per trattare con Ferdinando I, riuscendo nell'impresa di convincerlo delle sue ragioni e ottenendo il ritiro delle sue truppe dalla Toscana, staccandolo dalla lega con il Papa.
Al ritorno in città, Lorenzo fu salutato dai fiorentini come salvatore della patria. Nel
1480 Sisto IV, rimasto isolato, offrì la pace a Firenze, mentre Girolamo Riario, sfumata l'ipotesi di impadronirsi del potere a Firenze, ottenne la signoria di Forlì.
Forte di questi successi Lorenzo, approfittando del momento favorevole, strinse il potere nelle sue mani istituendo il Consiglio dei settanta, organo di governo formato da fedelissimi della famiglia che diminuì l'autorità dei
Priori e del Gonfaloniere di giustizia. Con il nuovo pontefice,
Innocenzo VIII , i Medici si legarono ancora di più al papato, visto che Il Magnifico era convinto che l'alleanza tra Firenze, Napoli e lo Stato della Chiesa avrebbe tenuto gli stranieri lontani dal suolo italiano.
Lorenzo il Magnifico, indicato come il moderatore della politica italiana, seppe creare quell'equilibrio che fu apportatore di una pace fra gli Stati Italiani durata fino alla sua morte, avvenuta il 9 aprile
1492 . Appresa la sua morte, Caterina Sforza, Signora di
Forlì ed Imola, vedova del Riario, commentò: "Natura non produrrà mai più un simile uomo".
Nel
1494 , al ricomparire delle discordie tra stati, Carlo VIII invase la penisola.
Opere
L'emblema di Lorenzo il Magnifico con gli anelli di diamante intrecciati e il motto Semper (Biblioteca Medicea Laurenziana)
Lorenzo non fu solo un uomo politico scaltro, ma anche un poeta e cultore d'arte. Era innamorato della cultura e della poesia e si compiaceva di sperimentarne ogni forma, per il sottile piacere intellettuale che probabilmente ne traeva. La sua estrema varietà di generi, modelli letterari, toni e stili rende molto difficile il compito di individuare una fisionomia unitaria nella personalità di Lorenzo. C'è anzi chi l'ha definito un "dilettante", sostanzialmente inferiore alle diverse materie via via assunte.
Raccolta Aragonese la sua attenzione per la cultura sfociò in questa raccolta di testi poetici dal Duecento ai suoi tempi, con l'intento di provare l'apporto dei lirici toscani sulla produzione in volgare.
Opere comiche ed edonistiche
Alla tendenza idealizzante di questi ultimi scritti si contrappone il realismo di una tradizione più "borghese", comica e burlesca. In ciò venne molto influenzato dal
Pulci che in un primo periodo fu l'intellettuale più apprezzato nella cerchia medicea.
Caccia col falcone
Uccellagione di starne
Beoni
Nencia da Barberino (di dubbia attribuzione) riprende il tema della "satira del villano", trattando il personaggio del contadino nella sua tipica rozzezza, semplicità e villania. È una parodia del tema del pastore innamorato.
Corinto
Canzoni a ballo
Canti carnascialeschi destinati ad essere cantati con accompagnamento musicale durante il carnevale, fra questi ricordiamo la celebre Canzona di Bacco
Opere religiose
Alle opere precedenti fanno singolare contrasto altri componimenti di carattere religioso: i Capitoli, parafrasi di testi biblici, le Laude, che si collegano alla tradizione romana sin dal Duecento, e la Sacra rappresentazione dei Santi Giovanni e Paolo.
Capitoli
Laude
Sacra rappresentazione dei Santi Giovanni e Paolo
Mecenatismo
Lorenzo fu tra i protagonisti più attivi della magnificenza rinascimentale italiana. Letterati ed artisti trovarono in lui un mecenate intelligente e ricettivo, tanto da fargli meritare appunto l'attributo di Magnifico. Tra gli umanisti che frequentarono la sua corte ricordiamo: Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Angelo Poliziano e
Luigi Pulci . Egli stesso letterato, arricchì la biblioteca di famiglia, inviando gli studiosi che frequentavano la sua corte a far ricerche di manoscritti preziosi, in Italia e fuori. Sistemò la sua collezione di statue antiche presso il Giardino di San Marco, di sua proprietà e vi fondò un'esclusiva scuola per giovani artisti, riconosciuta come la prima Accademia d'arte d'Europa, dove studiò fra gli altri un giovanissimo Michelangelo.
I maggiori pittori del tempo, Antonio Pollaiolo,
Filippino Lippi e Sandro Botticelli, lavorarono per lui, come anche lo scultore Andrea del Verrocchio e l'architetto Giuliano da Sangallo.
Gli ultimi anni della sua vita furono, però, amareggiati dal Savonarola, che lo accusava di aver corrotto, con il paganesimo umanistico, la Firenze cristiana e repubblicana, lo stesso frate fu voluto da lui a Firenze e dai neoplatonici di cui si era circondato e di cui era molto amico.
Ritratto di Lorenzo il magnifico
Statua di Lorenzo de' Medici, sita agli
Uffizi
Discendenza
Lorenzo e Clarice ebbero in tutto dieci figli, alcuni dei quali di primaria importanza per la storia dell'Italia rinascimentale e di Firenze.
Nome
Nascita
Morte
Note
Lucrezia
4 agosto
1470
novembre 1553
Sposò Jacopo Salviati
Due gemelli senza nome
marzo
1471
marzo
1471
Morti poco tempo dopo il parto
Piero
15 febbraio
1472
28 dicembre 1503
Signore di Firenze sposò Alfonsina Orsini
Maddalena
25 luglio 1473
dicembre 1528
Sposò Franceschetto Cybo
Contessina Beatrice de' Medici
23 settembre 1474
settembre 1474
Morta poco tempo dopo il parto
Giovanni
11 dicembre 1475
1º dicembre 1521
Cardinale, poi Papa Leone X
Luisa
25 gennaio
1477
luglio 1488
Promessa sposa a Giovanni il Popolano, morì nell'adolescenza
Contessina
16 gennaio
1478
29 giugno 1515
Sposò
Piero Ridolfi
Giuliano
12 marzo
1479
17 marzo
1516
Duca di
Nemours , sposò Filiberta di Savoia
Curiosità
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Alle fastose nozze di Lorenzo de' Medici con Clarice Orsini, nel
1469 , vennero consumati all'incirca diciassette quintali fra
dolciumi e
confetti .
Lorenzo de Medici compare anche in
ISBN 88-04-45176-9
Antonio Altomonte, Il Magnifico. Vita di Lorenzo de' Medici, Bompiani, Milano 2000
ISBN 88-452-9060-3
Jack Lang, Il Magnifico. Vita di Lorenzo de' Medici, Mondadori, Milano 2003
ISBN 88-04-49519-7
Walter Ingeborg, Lorenzo il Magnifico e il suo tempo, Donzelli, Roma 2005
ISBN 88-7989-921-X
Altri progetti
Wikisource
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Wikiquote contiene citazioni di
Lorenzo de' Medici
Collegamenti esterni
Opere, testi integrali in più volumi dalla collana digitalizzata "Scrittori d'Italia" Laterza
Testi di Lorenzo il Magnifico
Predecessore:
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Successore:
]
Piero il Gottoso
1469 1492
Piero il Fatuo
I
con
II
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III
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IV
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V
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VI
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